Continuando il nostro viaggio nella storia del matrimonio, dopo aver esaminato le origini greche e romane, vediamo cosa succede in seguito al declino dell’impero romano. L’abitudine di firmare il contratto matrimoniale scomparve, lasciando il posto ai testimoni della cerimonia o della vita coniugale, i quali potevano dare senso con la loro sola testimonianza all’esistenza dell’unione.
Il matrimonio era nel medioevo una cerimonia privata, la quale avveniva nella casa della futura sposa. Così, i matrimoni ‘segreti’, i ‘ratti’, operati senza il consenso dei genitori della ragazza e i divorzi divennero ricorrenti. che nel 534 l’imperatore romano Giustiniano condanna il sesso al di fuori del matrimonio.
Con il concilio Lateranense IV nel 1215, la Chiesa cattolica regola il matrimonio e per la prima volta impone le pubblicazioni, ad evitare i matrimoni clandestini, insiste sul matrimonio tra cristiani come un sacramento, indissolubile anche agli effetti civili, ad evitare i divorzi. Richiesta anche un’età minima per gli sposi e anche il consenso libero e pubblico degli sposi, contro i ratti e le unioni combinate. Il matrimonio era considerato invalido in casi di violenza sulla persona, rapimento, non consumazione, matrimonio clandestino, ecc.
Queste regole vennero ampiamente riprese dal matrimonio civile, istituito in Francia nel 1791 durante la Rivoluzione Francese.
In Europa un altro passo significativo verso una separazione tra chiesa e stato in materia di unioni matrimoniali avvenne in Germania con il Zivilehe, il matrimonio civile, introdotto da Otto von Bismarck nel 1875. La dichiarazione davanti ad un ufficiale dell’amministrazione civile della volontà di sposarsi ridusse il matrimonio religioso ad una cerimonia privata. Oggi in Europa e negli Stati Uniti, i soli matrimoni legalmente sanciti sono quelli monogami, basati sull’amore tra i partner e intrapreso volontariamente.


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